The art of exchange (by traveling): Travelwithart

Atelier Travelwithart Elena Valsecchi

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Today I want to share an experience from some time ago, when I decided to become a full-time painter.
I wanted to take a break from my routine of that period, to make up my mind on the next steps: travel for a few months out of Europe, decontextualise. Trips have always been of great help to me in making “big” decisions.
The budget was not a problem: after years of low-cost rambling, traveling has to me almost the same cost as staying at home, not counting with the price of the flight. But how to continue painting while moving around, when you can’t transport your paintings from place to place? Enlightenment: I proposing an exchange. Contacting hostales / hotels / privates and propose a one-week stay in exchange for a painting. The painting will be in good hands, and I won’t have to take it with me from a place to another. I honestly did not think that it could really work: at the time I did not have a great resume and did not know if an interest could exist in this kind of exchange, especially during the high tourist season (the journey has started on 1 January, full high season in South America). But nothing ventured, nothing gained. I tried.
And so it was.
The first stay was by Maria in Castro, Chiloe, Chile. A wonderful family that I hope to see again in a not too far future. My landscape with palafitos is still in their B & B lounge.
I’ve said goodbye to reach Curanipe, a wonderfully wild place in the Maule region, beloved destination for kytesurfers, where I painted a wave of trees and flowers for Punta Sirena Hotel. Two years later I returned to Curanipe to find my painting hanging in the hotel’s reception.
From Curanipe I jumped to Valparaiso, at Fabiola and Alex’s Hostal Faro Azul, an adorable hostal in Cerro Alegre with a great view of the harbor, which I painted in the night version.
From Valparaiso to Valle del Elqui, by my dear Richard, Don Ricardo, a writer, cultural mediator and multitasking man, in his then newly opened Hostal Al Yaras. I found him and my painting two years later, in the main hall of his lovely hostal. Richard told me that he often tells the story of that picture and many guests want to take a picture next to it.
Back in Valparaiso for a few days, at the hostal / cultural center La Casa del Puerto, left there my Títere de Valparaiso, a puppet, a theme I love, which I still go developing over time.
A 20 hours bus ride, a long border crossing to get to Rosario (or rather Alvear) in Argentina, where I was in my friend Mariano’s family’s country house, where I filled with trees and birds some doors and walls.
From there a long bus journey and flight brought me to Peru, at Felix’s beautiful Hostal Casa Barco in Punta Hermosa, where I painted my first contortionist in the shade of the trees beside the pool. Then off to Ica, in the desert, at the luxury Hotel Villa Jasmin owned by kind and friendly Mozes, where I designed a pattern of flowers and plants on the wall next to the reception.
And finally, long journey to the north of Peru to Mancora, at the Hostal Casablanca where I left my beloved “El Mar”, for me a symbol of change and sincere search.
A year later, with Laurent, an artistic residence in Pico Island, Azores, thanks to Terry from Miratecarts: a week in a magnificent place, after which Laurent and I went on stage in the Museu dos Baleeiros with a music and painting improvisation performance.
What I feel I have gained in all these experiences is not the mere object of the exchange, but above all what I have learned in each of them: the people I met, the way I have been able to get more in touch with the local culture, and also the artistic challenges, when I was asked to work on subjects which were from my habits, being forced out of my comfort zone.
Here the idea remains for all the artists who, like me, find in travel new inspiration and visions.

 

IT

L’arte dello scambio (in viaggio): travelwithart

Oggi voglio parlare di un’esperienza di qualche tempo fa, l’anno in cui ho deciso di diventare pittrice full time.
Volevo prendere un break dalla mia routine di quel periodo, per chiarirmi le idee sui prossimi passi: viaggiare per qualche mese fuori dall’Europa, decontestualizzare. I viaggi mi sono sempre stati di grande aiuto nel prendere “grandi” decisioni.
Il budget non era un problema: dopo anni di viaggi low-cost, ormai per me viaggiare ha quasi lo stesso costo che rimanere a casa, tolto il prezzo del biglietto aereo. Ma come continuare a dipingere mentre ero in viaggio, non potendo trasportare le tele da un luogo all’altro? L’illuminazione: proporre uno scambio. Contattare hostales/hotels/privati e proporre una settimana di soggiorno in cambio di un quadro. Il quadro resterà in buone mani, e non dovrò trasportarlo tra una tappa e l’altra. Onestamente non immaginavo che potesse davvero funzionare: all’epoca non avevo un grande curriculum e non sapevo quanto potesse esistere interesse in questo genere di scambio, soprattutto in alta stagione turistica (il viaggio è iniziato il 1° gennaio, piena epoca alta in Sudamerica). Ma chi non risica non rosica. Ho provato.
E così fu.
Il primo soggiorno è stato da Maria a Castro, Chiloé, Chile. Una famiglia splendida che spero di poter rivedere in un futuro non troppo lontano. Il mio paesaggio con palafitos è ancora nella sala del loro B&B.
Li ho salutati per raggiungere Curanipe, un luogo meravigliosamente selvaggio nella regione del Maule, meta adorata dai kytesurfers, in cui ho dipinto un’onda d’alberi e fiori per l’Hotel Punta Sirena. Due anni dopo sono tornata a Curanipe per ritrovare il mio quadro nella reception dell’hotel.
Da Curanipe saltata a Valparaiso, nell’Hostal Faro Azul di Fabiola e Alex, splendido hostal nel Cerro Alegre con una vista eccezionale sul porto, che ho dipinto in versione notturna.
Da Valparaiso al Valle del Elqui, dal caro Richard, Don Ricardo, scrittore, mediatore culturale, uomo dalle mille risorse, nel suo allora appena aperto Hostal Al Yaras. Ho ritrovato lui e il mio quadro due anni dopo, nella sala principale del suo adorabile hostal. Richard mi ha riferito che spesso racconta la storia di quel quadro ai suoi ospiti e molti si fanno fotografare accanto a esso.
Tornata a Valparaiso per qualche giorno, presso l’hostal/centro cultural La Casa del Puerto, lasciato là il mio Títere de Valparaiso, un tema a me caro, che ancora vado sviluppando nel tempo.
20 ore di bus, un lungo passaggio di frontiera per raggiungere Rosario in Argentina, o meglio Alvear, dove sono stata nella casa di campo di famiglia del mio caro amico Mariano, in cui ho popolato di alberi e uccellini alcune porte e pareti.
Da lì un lungo viaggio di bus e aereo mi ha portato in Perù, al bellissimo Hostal Casa Barco in Punta Hermosa di Felix, dove dipingevo la mia prima contorsionista all’ombra degli alberi di fianco alla piscina. Poi a Ica, in pieno deserto, all’Hotel Villa Jasmin del gentile e disponibile belga Mozes, in cui ho disegnato un motivo di fiori e piante sulla parete di fianco alla reception.
E, infine, lunghissimo viaggio verso il nord del Perù, a Mancora, all’Hostal Casablanca in cui è rimasto il mio amato “El Mar”, per me simbolo di un cambiamento e di una ricerca sincera.
Un anno più tardi, con Laurent, la residenza artistica nell’Isola di Pico, Azzorre, grazie a Terry di Miratecarts: una settimana in un luogo magnifico, al termine della quale io e Laurent siamo andati in scena nel Museu dos Baleeiros con una performance d’improvvisazione musicale e pittorica.
Quello che sento di aver guadagnato in tutte queste esperienze non è il semplice oggetto dello scambio, ma soprattutto quanto ho imparato in ciascuna di esse: dalle persone che ho incontrato, dal modo in cui sono potuta entrare più in contatto con la cultura del luogo, e anche dalle sfide artistiche in sè, nel momento in cui mi è stato richiesto di lavorare su soggetti diversi dal mio abituale, essendo costretta ad uscire dalla mia zona di conforto.
Resta l’idea per tutti gli artisti che, come me, trovano nel viaggio ispirazione e nuove visioni.

 

PT

A arte da troca (em viagem): travelwithart

Hoje quero compartilhar uma experiência de algum tempo atrás, quando decidi me tornar pintora em tempo inteiro.
Queria fazer uma pausa na minha rotina daquele período, para tomar uma decisão sobre os próximos passos: viajar por alguns meses para fora da Europa, descontextualizar. As viagens sempre foram de grande ajuda para mim na tomada de grandes decisões.
O orçamento não era um problema: depois de anos de viagens low-cost, viajar tem para mim quase o mesmo custo que ficar em casa, sem contar com o preço do vôo. Mas uma questão surgiu: como continuar a pintar em viagem, não podendo transportar as pinturas dum lugar para outro? Eis a iluminação: propor uma troca. Entrar em contacto com albergues / hotéis / privados e propor uma estadia duma semana em troca de uma pintura. A pintura estará em boas mãos, e eu não terei de levá-la comigo dum lugar para outro.

Honestamente não pensava que isso pudesse realmente funcionar: na época ainda não tinha um grande currículo e não tinha ideia sobre a existência de interesse neste tipo de troca, especialmente durante a alta temporada turística (a viagem começou em dia 1 de Janeiro, Época alta na América do Sul). Mas quem não arrisca não petisca. Tentei.
E assim foi.
A primeira estadia foi com a Maria em Castro, Chiloé, Chile. Uma família maravilhosa que espero ver novamente num futuro não muito distante. A minha paisagem com os palafitos, tipoc da ilha, ainda está na sala do B & B.
Disse adeus à Maria para chegar até Curanipe, uma localidade de mar, maravilhosamente selvagem, na região do Maule, destino amado pelos kytesurfers. Aqui pintei uma onda de árvores e flores para o Hotel Punta Sirena. Dois anos mais tarde voltei para Curanipe para encontrar minha pintura na recepção do hotel.
De Curanipe, pulei até Valparaíso, uma das cidades que mais amo no mundo, no Hostal Faro Azul de Fabiola e Alex: um adorável hostal no Cerro Alegre com uma bela vista sobre o porto, que pintei na sua versão nocturna.
De Valparaíso um autocarro trouxe-me até o Valle del Elqui, para conhecer o querido Richard, Don Ricardo, de origem libanesa, escritor, mediador cultural, homem multitarefa, poliglota e de muitas aventuras no seu então recém inaugurado Hostal Al Yaras. Voltei a encontrar ele e a minha pintura dois anos mais tarde, na sala principal do seu lindo hostal. Richard disse-me que frequentemente conta a história dessa pintura e muitos hóspedes querem tirar uma foto ao lado dela.
De volta a Valparaíso por alguns dias, no hostal / centro cultural La Casa del Puerto, onde deixei o meu “Títere de Valparaiso”, uma marioneta, tema que amo e que ainda vou desenvolvendo ao longo do tempo.
Um passeio de autocarro de 20 horas, um longo cruzamento de fronteira trouxe-me até Rosário (ou melhor, Alvear, uma aldeia perto da cidade) na Argentina, onde fiquei na casa de campo da família do meu amigo Mariano, onde enchi de árvores e pássaros algumas das portas e paredes da casa.
De lá uma longa viagem de autocarro e avião levour-me para o Peru, no lindo Hostal Casa Barco do Felix, em Punta Hermosa, onde pintei a minha primeira contorcionista na sombra das árvores ao lado da piscina. Em seguida, em Ica, no deserto e no luxuoso Hotel Villa Jasmin do simpático e amigável belga Mozes, desenhei um padrão de flores e plantas na parede ao lado da recepção.
E, finalmente, uma longa viagem ao norte do Peru para Mancora, no Hostal Casablanca, onde deixei o meu amado “El Mar”, para mim um símbolo de mudança e busca sincera.
Ainda um ano depois, com o Laurent, partilhei uma residência artística na Ilha do Pico, Açores, organizada pelo Terry da Miratecarts: uma semana num lugar magnífico, do final da qual o Laurent e eu subimos ao palco do Museu dos Baleeiros com uma performance de improvisação de música e pintura.
O que sinto ter ganho em todas essas experiências não é o mero objeto do intercâmbio, mas acima de tudo o que aprendi graças a cada uma delas: com as pessoas que conheci, com a possibilidade de entrar em contacto com a cultura local, e também com os desafios artisticos, quando me foi pedido para trabalhar em temas diferentes dos meus habituais, sendo forçada em sair da minha zona de conforto.
Aqui fica a ideia para todos os artistas que, como eu, encontram nas viagens novas inspirações e visões.

 

ES

El arte del intercambio (viajando): travelwithart

Hoy quiero compartir una experiencia de hace algún tiempo, cuando decidí convertirme en pintora a tiempo completo.
Quería tomar una pausa de mi rutina de ese período, para tomar una decisión sobre los próximos pasos: viajar unos meses fuera de Europa, descontextualizar. Los viajes siempre han sido de gran ayuda para mí en la toma de “grandes” decisiones.
El presupuesto no era un problema: después de años de viajes de bajo costo, viajar para mi tiene casi el mismo costo que quedarme en casa, sin contar con el precio del vuelo. Pero, ¿cómo seguir pintando mientras viajas, cuando no puedes transportar tus pinturas de un lugar a otro? Iluminación: proponer un intercambio. Ponerme en contacto con hostales / hoteles / privados para proponer una estancia de una semana a cambio de una pintura. La pintura estará en buenas manos, y no tendré que llevarla conmigo de un lugar al otro. Honestamente no pensé que pudiera realmente funcionar: en ese momento no tenía un gran currículum y no sabía si podría existir un interés en este tipo de intercambio, especialmente durante la alta temporada turística (el viaje ha comenzado el 1 de enero, temporada alta en América del Sur). Pero quien no intenta no gana. Lo intenté.
Y así fue.
La primera estancia con María en Castro, Chiloé, Chile. Una familia maravillosa que espero volver a ver de nuevo en un futuro no muy lejano. Mi paisaje con palafitos es todavía en el salón de su su B & B.
Me he despedido para llegar a Curanipe, un lugar maravillosamente salvaje en la región del Maule, destino amado por los kytesurfers, donde pinté una ola de árboles y flores para el Hotel Punta Sirena. Dos años más tarde regresé a Curanipe para encontrar a mi pintura en la recepción del hotel.
Desde Curanipe salté a Valparaíso, al Hostal Faro Azul de Fabiola y Alex, un adorable hostal en el Cerro Alegre con una gran vista del puerto, que pinté en su versión nocturna.
De Valparaíso a Valle del Elqui, con el querido Richard, don Ricardo, escritor, mediador cultural y hombre multitarea, en su entonces recién inaugurado Hostal Al Yaras. Encontré nuevamente a el y a mi pintura dos años más tarde, en la sala principal de su lindo hostal. Richard me dijo que a menudo cuenta la historia de esa foto y muchos invitados quieren tomar una foto junto a ella.
De regreso a Valparaíso por unos días, en el hostal / centro cultural La Casa del Puerto, dejé allí mi Títere de Valparaíso, un tema que me encanta, y que sigo desarrollando en el tiempo.
Un paseo de 20 horas en autobús, un largo cruce fronterizo para llegar a Rosario (o mejor dicho a Alvear) en Argentina, donde estuve en la casa de campo de la família de mi amigo Mariano, donde llené de árboles y pájaros algunas puertas y paredes.
Desde allí un largo viaje en bus y avión me llevó a Perú, en el hermoso Hostal Casa Barco de Felix en Punta Hermosa, donde pinté mi primera contorsionista a la sombra de los árboles al lado de la piscina. Luego, a Ica, en el desierto, en el lujoso Hotel Villa Jasmin del amable y amigable Mozes, donde diseñé un patrón de flores y plantas en la pared junto a la recepción.
Y finalmente, largo viaje al norte de Perú a Mancora, en el Hostal Casablanca donde dejé a mi amado “El Mar”, para mí un símbolo de cambio y búsqueda sincera.
Un año más tarde, con Laurent, una residencia artística en la isla de Pico, Azores, gracias a Terry de Miratecarts: una semana en un lugar magnífico, al final de la cual Laurent y yo hicimos una performance de improvisación musical y pictórica en el Museu dos Baleeiros.
Lo que siento haber adquirido en todas estas experiencias no es el mero objeto del intercambio sino, sobre todo, lo que he aprendido en cada una de ellas: con las personas que conocí, con la forma en que he podido estar más en contacto con la cultura local y también con los desafíos artísticos, cuando me pidieron que trabajara en temas diferentes de mi hábito, siendo forzada a salir de mi zona de conforto.
Aquí se queda entonces una idea para todos los artistas que, como yo, encuentran en el viaje nuevas inspiraciones y visiones.

 

FR

L’art de l’échange (en voyage): travelwithart

Aujourd’hui, je veux partager une expérience d’il ya quelque temps, quand j’ai décidé de devenir une peintre à temps plein.
Je voulais prendre une pause de ma routine de cette période, pour me décider sur les prochaines étapes: voyager pendant quelques mois hors d’Europe, décontextualiser. Les voyages ont toujours été une grande aide pour moi dans la prise de «grandes» décisions.
Le budget n’a pas été un problème: après des années de voyage low-cost, voyager a pour moi presque le même coût que rester à la maison, sans compter avec le prix du vol. Mais comment continuer à peindre en voyage, quand on ne peut pas transporter les peintures d’un endroit à l’autre? Illumination: proposer un échange. Contacter des hostales / hôtels / particuliers et proposer un séjour d’une semaine en échange d’une peinture. La peinture sera entre de bonnes mains, et je n’aurai pas à la transporter d’un endroit à l’autre. Honnêtement, je ne pensais pas que cela pourrait vraiment fonctionner: à l’époque, je n’avais pas encore un gros curriculum vitae et je ne savais pas si un intérêt pouvait exister dans ce type d’échange, surtout pendant la haute saison touristique (le voyage a commencé le 1er janvier , pleine saison en Amérique du Sud). Mais qui n’ose rien n’a rien. J’ai essayé.
Et il en fut ainsi.
Le premier séjour fut chez Maria à Castro, Chiloé, au Chili. Une famille merveilleuse que j’espère revoir dans un futur pas trop loin. Mon paysage avec palafitos est toujours dans le salon de leur B & B.
J’ai leur dit au revoir pour rejoindre Curanipe, un endroit merveilleusement sauvage dans la région du Maule, destination bien-aimée par les kytesurfers, où j’ai peint une vague d’arbres et de fleurs pour l’Hôtel Punta Sirena. Deux ans plus tard, je suis retourné à Curanipe pour trouver ma peinture dans la réception de l’hôtel.
De Curanipe, j’ai sauté à Valparaiso, dans l’Hostal Faro Azul de Fabiola et Alex, une adorable auberge sur le Cerro Alegre avec une belle vue sur le port, que j’ai peint dans sa version nocturne.
De Valparaiso à Valle del Elqui, chez mon cher Richard, Don Ricardo, écrivain, médiateur culturel et homme multitâche, dans son tout nouveau Hostal Al Yaras. J’ai retrouvé lui et ma peinture deux ans plus tard, dans la salle principale de son adorable hostal. Richard m’a dit qu’il raconte souvent l’histoire de cette photo et de nombreux invités veulent prendre une photo à côté.
De retour à Valparaiso pour quelques jours, à l’auberge / centre culturel La Casa del Puerto, où j’ai laissé mon Títere de Valparaiso, une marionnette, un thème que j’aime, que je continue à développer au fil du temps.
Un trajet en autobus de 20 heures, un long passage frontalier pour arriver à Rosario (ou plutôt Alvear) en Argentine, où j’étais dans la maison de campagne de la famille de Mariano, où j’ai rempli d’arbres et d’oiseaux quelques portes et murs.
De là, un long voyage en autobus et un vol me conduisirent au Pérou, au bel Hostal Casa Barco de Felix à Punta Hermosa, où j’ai peint ma première contorsionniste à l’ombre des arbres à côté de la piscine. Puis à Ica, dans le désert, au luxueux hôtel Villa Jasmin, appartenant au gentil et amical Mozes , où j’ai dessiné un motif de fleurs et de plantes sur le mur à côté de la réception.
Et enfin, long voyage au nord du Pérou à Mancora, à l’Hostal Casablanca où j’ai laissé mon bien-aimé “El Mar”, pour moi un symbole de changement et de recherche sincère.
Un an plus tard, avec Laurent, résidence artistique de l’île du Pico, aux Açores, grâce à Terry de Miratecarts: une semaine dans un endroit magnifique, après quoi Laurent et moi sommes montés sur scène au Museu dos Baleeiros avec une improvisation de musique et de peinture.
Ce que j’estime avoir gagné dans toutes ces expériences n’est pas le simple objet de l’échange, mais surtout ce que j’ai appris dans chacune d’entre elles: les gens que j’ai rencontrés, la manière dont j’ai pu entrer en contact avec la culture locale et aussi les défis artistiques, quand on m’a demandé de travailler sur des sujets different de mon habituel, étant forcée de sortir de ma zone de confort.
Ici reste donc une idée pour tous les artistes qui, comme moi, trouvent dans le voyage de nouvelles inspirations et visions.

 

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